Hermann Nitsch sembra essere convinto dell’efficacia dei suoi riti “misterico-orgiastici”. Il fatto che l’autore descriva la sua opera nei termini psicanalitici di abreazione, testimonia il decadimento della sua opera a terapia: alla ricerca estetica è sostituita la borghese ricerca degli effetti.
Ispirandosi a orge dionisiache, passioni di Cristo, espressionismi europei, Hermann Nitsch ha dato vita all’Orgien Mysterien Theater: il tentativo di creare un’opera d’arte totale la cui sanguinolenza si pone come espressione del tragico e della coscienza del dolore. Crocifissioni, squartamenti, sventramenti: tutto estremamente suggestivo, il cui preteso effetto catartico è però decisamente dubbio.
Oltre ad esser caduto nei peggiori schemi borghesi, Hermann Nitsch mostra una ingenuità disarmate: dopo secoli di civilizzazione, di repressione e dominio del naturale, può egli esser capace di far riemergere quello che lui chiama il “dionisiaco”?
Ciò che Hermann Nitsch non sembra tenere in considerazione è l’ipotesi di un fallimento della sua opera; fallimento che le ridarebbe dignità.

L’Orgien Mysterien Theater potrebbe essere “salvato” solo come “opera fallita”.

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