bikov12

Uomo e natura

L’inquietudine che traspare dalle tranquille rappresentazioni bucoliche di Kiril Bikov rende le sue opere enigmatiche. Delle devastazioni compiute se ne può avere solo un vago presagio, non possono essere percepite distintamente: una distanza così ravvicinata non permette di cogliere l’incommensurabile portata del disastro compiuto.

L’immersione dei personaggi nella natura non rimanda ad una rassicurante pacificazione, ma ad un nesso di colpa. La colpa di cui gli uomini si sono macchiati nei confronti della natura, che ora attua la sua lenta e silenziosa vendetta sui sopravvissuti.

La nudità dei corpi non costituisce un motivo di liberazione, di una pacata riconciliazione con la propria naturalità, ma è causata da una drammatica sottrazione. Unici oggetti indossati sono strumenti di coercizione e di negazione di identità: corde e maschere.

Il futuro è rappresentato coi caratteri archeologici di un presente ormai senza tempo; storia e progresso sono stati negati: gli uomini non ne hanno più diritto.

 

Ritratti

I volti ritratti, quando non esplodono in tragiche espressioni di dolore, sono segnati da una ancor più tragica consapevole rassegnazione.

 

 Edges are always colder

Il processo vitale nel nutrirsi incontrollato, depravato, irrazionale arriva a negare lo stesso scopo autoconservativo.

Annunci